le vie lacrimali

Le vie lacrimali sono composte dai canalini lacrimali che si trovano nello spessore delle palpebre (le cosiddette vie alte) e dalla strutture sacco lacrimale-dotto nasolacrimale che si trova in parte al canto interno dell'occhio e in parte attraversa le ossa della faccia (le cosiddette vie basse).

Le lacrime vengono prodotte dalla ghiandola lacrimale, scorrono sulla superficie dell'occhio, vengono convogliate verso il canto interno dell'occhio e passano attraverso le vie lacrimali per finire nel naso e in gola.

Quando si ammalano le vie lacrimali basse l'occhio lacrima, una condizione che viene chiamata epifora.

E' una lacrimazione persistente e fastidiosa che compare o peggiora all'improvviso, anche dentro casa, anche senza aver visto film emozionanti o sbucciato le cipolle.

Per fare la diagnosi è necessario eseguire un lavaggio delle vie lacrimali; il lavaggio delle vie lacrimali non è una cura ma serve a solo a capire se e in che modo sono chiuse le vie lacrimali, niente altro.

L'esame dacriocistografia è utile essenzialmente per chiarire rari casi dubbi.

Se le vie lacrimali basse sono chiuse e c'è epifora, il sacco lacrimale si può infiammare e infettare: questa malattia si chiama dacriocistite, può essere molto dolorosa e deve essere trattata con antibiotici.

Se è presente epifora la terapia è solo chirurgica e consiste nell'intervento di dacriocistorinostomia o DCR.

L'intervento consiste nell'aprire una nuova via attraverso le ossa della faccia per scaricare le lacrime nel naso, collegando il sacco lacrimale direttamente al naso; può essere utile mantenere posizionato per qualche settimana nelle vie lacrimali un tubino di sicurezza in silicone.

L'intervento deve essere eseguito da un oculista esperto, dura circa mezz'ora e non è particolarmente doloroso; l'anestesia di solito è locale con sedazione.

In generale non si bendano gli occhi dopo questa chirurgia ma si prescrivono antibiotici e impacchi di ghiaccio. Intervenendo dall'esterno è possibile che si possa notare una piccola cicatrice nella sede del taglio chirurgico.

Entro pochi giorni si può gradualmente tornare alle usuali attività.

L'intervento risolve definitivamente il problema nella maggior parte dei casi, è raro dover intervenire una seconda volta.

Molti pazienti si lamentano di avere gli occhi pieni di lacrime ma non sempre questo dipende da una malattia delle vie lacrimali basse: il più delle volte si tratta di occhi infiammati da una blefarite o da una sindrome secca.

Queste malattie devono essere trattate specificamente; in caso contrario possono davvero danneggiare le vie lacrimali alte, chiudendole.

Possono causare danni alle vie alte anche l'uso cronico di colliri, alcuni chemioterapici e anche manovre diagnostiche o terapeutiche sbagliate.

Se sono colpite le vie lacrimali alte il trattamento è più difficile e il successo più raro. Prima di tutto è obbligatorio curare tutte le patologie predisponenti.

Poi bisogna cercare di ricanalizzare le vie alte e posizionare un tutore protettivo in silicone. Questo non è sempre possibile: si può tentare una ricanalizzazione retrograda in corso di DCR oppure scavalcare completamente il sistema utilizzando un tubo di Lester-Jones.

 

 

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